Ovviamente si parla di petrolio, è la moda del momento, la maggioranza degli analisti prevede una discesa dei prezzi, qualche rara voce “fuori dal coro” di contro, crede in ulteriori rialzi, insomma si dice il tutto ed il contrario di tutto.
Un barile di petrolio contiene convenzionalmente circa 159 litri di greggio che pesano all’incirca 135 Kg.
Un barile di petrolio può essere trasformato mediante la sua lavorazione in 70 Kg di materie plastiche quali PET, PVC ecc. o in alternativa carburanti (50 litri di benzina o di gasolio) o altri prodotti.
Attualmente la lavorazione del petrolio viene così ripartita: carburanti 55% (23% gasolio, 22% benzina, kersonene, gpl, ed altri 10%); olii combustibili 20% (per utilizzo industriale e produzione elettrica); gasolio per riscaldamento 10%; la restante percentuale viene ripartita in misura variabile per la produzione di bitumi, asfalti, lubrificanti, materie plastiche ed altro.
E un dato di fatto che l’utilizzo del petrolio ha mutato in tutto il mondo l’economia, lo stile di vita e di conseguenza le strutture politico sociali.
Il petrolio purtroppo è una risorsa limitata non rinnovabile; la sua domanda e il suo impiego hanno una crescita esponenziale; annualmente si consumano circa 26/28 miliardi di barili all’anno a fronte di nuove scoperte per circa 6 miliardi e queste ultime sono in vistoso calo.
Il 90% dell’energia primaria viene prodotta da combustibili fossili e il petrolio fa la parte del leone con il 40% circa seguito poi dal carbone con il 23%, dal gas naturale 21% e e a seguire altre risorse minori.
Secondo i principi basilari del mercato economico se i prezzi salgono vuol dire che “la domanda eccede l’offerta”. Le cause dell’aumento di “domanda” sul mercato sono molteplici ma sostanzialmente la principale, diventata ormai luogo comune, è quella di considerare la “Cina” come la principale responsabile della situazione aggiungendo svariate argomentazioni a sostegno di questa teoria.
Russia, Venezuela, Messico ed altri stati con grandi riserve di combustibili fossili preferiscono estrarli e raffinarli in proprio favorendo così i consumi interni rispetto ai guadagni che ricaverebbero con la vendita del prodotto grezzo alle multinazionali estere.
L’intera area geografica del Golfo Persico è diventata completamente dipendente dall’esportazione del petrolio e l’enorme afflusso di denaro proveniente dalla vendita dell’oro nero ha portato benessere generalizzato; solo 50 anni fa la cultura e l’economia in quell’area geografica era di tipo nomade e il tasso di crescita della popolazione minimo, oggi la ricchezza ha portato benessere generalizzato e un aumento un vertiginoso delle nascite.
Al ritmo attuale negli Emirati Arabi si prevede il raddoppio della popolazione tra 9,6 anni e attualmente metà della popolazione araba è sotto i 20 anni.
L’utilizzo del petrolio e della meccanizzazione combinati con l’ingegneria genetica hanno reso possibile una rivoluzione epocale nell’agricoltura, si è aumentata la produttività, si sono ampliate le superfici coltivabili rendendo possibile la coltivazione anche su grandi aree e si sono abbattuti i costi di gestione.
E venuto meno il principio millenario della “rotazione delle culture” e mediante l’utilizzo di concimi, fertilizzanti e pesticidi per rigenerare il terreno si è sviluppata massicciamente la coltivazione intensiva.
L’effetto è stato quello di avere maggiore disponibilità di cibo e “a cascata” il benessere così ottenuto ha favorito l’incremento demografico della popolazione; il rovescio della medaglia è la totale dipendenza dai combustibili fossili per poter mantenere la produttività attuale. In sintesi questa frase si adatta al concetto “L’agricoltura moderna consiste nell’uso della terra per convertire il petrolio in cibo“. ( Bartlett 1978)
Un trend primario, secondo la teoria di Charles Dow, e composto da tre fasi “accumulazione, partecipazione e distribuzione”, analogamente anche il petrolio vive seguendo questa legge economica; il problema è cosa potrà succedere nel transitare dalla fase di partecipazione a quella di distribuzione cioè poco prima e dopo il “picco di produttività del petrolio”.
Il petrolio c’è ma non si riesce a estrarne di più, la popolazione nell’area mediorientale dei paesi esportatori dell’oro nero continua a crescere ma in rapporto vi sono meno risorse da destinare al sociale e moltissimi programmi di sostegno quali assistenza sanitaria a basso prezzo, pubblica istruzione ed altri devono essere tagliati e o rivisti per mancanza di fondi; l’aumento di prezzo del barile compenserà in parte l’effetto negativo delle minori entrate che nella fase successiva crolleranno in maniera esponenziale quando i pozzi inizieranno a prosciugarsi. La popolazione, nel frattempo ha continuato a crescere grazie alla prosperità e al miraggio di tempi sempre migliori, si troverà in grossa difficoltà e il malcontento creerà instabilità politica e disordini sociali.
L’aumento del prezzo del petrolio e dei combustibili fossili produrrà nei paesi importatori una serie di “effetti a catena” e primo sarà l’aumento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità.
La parte più povera del pianeta, già con scarsissime risorse alimentari a disposizione grazie agli aiuti umanitari, vedrà questi ultimi ridursi sensibilmente a causa dell’aumentare dei prezzi; in questi stati le popolazioni dapprima inizieranno a guerreggiare tra le diverse etnie poi, per non morire letteralmente di fame, inizieranno a dar via a imponenti flussi migratori verso le nazioni più ricche.
Quivi giunte queste masse saranno emarginate dalla società e finiranno per alimentare delinquenza, turbative sociali e instabilità politica.
La crescita della popolazione, negli stati le cui economie dipendono dall’importazione del greggio sarà stabile o addirittura negativa, ma di fatto lo spropositato afflusso di immigrati determinerà di riflesso l’aumento della popolazione.
Il continuo aumento del prezzo del petrolio metterà in ginocchio il sistema produttivo agricolo, le aziende più deboli avranno dei costi di gestione non più sostenibili e non più “convenienti” per cui falliranno o cesseranno l’attività; sui mercati vi sarà una costante diminuzione di prodotti alimentari il cui costo crescerà a dismisura e tornerà lo spettro della fame nelle popolazioni.
Si verrà a creare un sempre maggiore divario tra le classi sociali, maggiore insicurezza, si rafforzerà l’oltranzismo religioso e la totale instabilità politica.
Il tracollo, a livello globale, si verificherà quando i terreni agricoli ormai impoveriti da anni di coltivazioni massicce e intensive non verranno più sostenuti da fertilizzanti e ammendanti collassando e diventando improduttivi.
Industriali: e un settore fondamentale dell’economia e la lettura delle trimestrali di alcune società può dare degli ottimi spunti su quello che potrebbe accadere a livello economico nei prossimi mesi.
Il 18 aprile è uscita la trimestrale di Catepillar (CAT) la potete leggere cliccando qui alla voce 1Q08.
Scrivo di questa società per diversi motivi in quanto non fa solo macchine per movimento terra o “escavatori” ma produce attrezzature minerarie, motori, turbine, generatori, carrelli elevatori, componentistica varia il cui impiego spazia dal navale all’agricolo, ha una sua finanziaria e una sua rete distributiva. I dati di questa azienda fanno capire che in Nord America vi è stato un calo della richiesta e l’outlook o previsione per il 2008 è negativa (probabile stagnazione di domanda); di contro all’estero la domanda è rimasta alta ed ha avuto un incremento e la previsione è di un ulteriore incremento. E’ un possibile segnale che in “soldoni” dice “quest’anno l’economia statunitense è in frenata/declino; all’estero in particolare nell’area BRIC (Brasile Russia India e Cina) si continuerà a correre.
United Tecnologies (UTX) multinazionale composta da più aziende fornisce prodotti e servizi industriali e aerospaziali; il gruppo “OTIS” produce ascensori, scale mobili, sistemi di ventilazione e refrigerazione sia residenziali e/o commerciali – industriali; il gruppo “UTC” produce sistemi di sicurezza di vario genere in particolare nel settore antincendio; il gruppo Pratt and Whitney produce propulsori e turbine sia industriali che aereonautiche; il gruppo Hamilton Sundstrand produce generatori di energia, componentistica varia, pezzi di ricambio per industria aerospaziale ed infine il gruppo Sikorsky produce elicotteri sia militari che civili e componentistica settoriale dedicata.
Anche questa società ha già redatto la trimestrale che potete leggere qui.e come previsione di mercato è sostanzialmente simile alla precedente.
Entrambe le aziende sono molto esposte come vendite all’estero per cui nella lettura delle trimestrali bisogna tenerne conto e comunque fanno capire che la domanda di infrastrutture a livello globale rimane alta.
Corning (GLW) il principale produttore di vetri e ceramiche per l’industria elettronica e per le telecomunicazioni; produce lampadine, display, filtri catalitici, apparecchiature vitree per laboratori medico scientifici, fibre ottiche ecc.Trimestrale in uscita il 29 aprile (qui al link).
Diodes (DIOD) produce componenti elettrici ed elettronici, diodi, semiconduttori, transistor, alternatori elettrici, regolatori di tensione wafer di silicio ecc. Trimestrale in uscita l’8 maggio (qui al link).
Itron (ITRI) azienda leader nella fabbricazione di apparecchiature per la raccolta la lettura e l’analisi dati di elettricità, gas e acqua. Trimestrale in uscita il 30. aprile (qui al link).
Joy Global (JOYG) azienda che produce apparecchiature dedicate per l’estrazione dei minerali dalle miniere sia cielo aperto che in galleria, la cui trimestrale è uscita il 6 marzo (cliccare qui) e l’outlook di crescita a prima vista è positivo.(Mi riservo di studiarla meglio l’ho solo scorsa velocemente).
Per finire il discorso sul comparto industriale cito un’altra azienda la cui trimestrale è utile per capire come sarà l’economia nei mesi a venire: Fuel Tech (FTEK) azienda che fornisce prodotti per l’ottimizzazione dei sistemi di combustione, la purificazione dei gas di scarico e l’abbattimento di emissioni nocive. Qui report annuali.
Inizio con il comparto bancario; il primo aprile il colosso bancario UBS ha emesso un profit warning (cliccare qui per leggere il testo completo) in cui “prevede una perdita netta di competenza degli azionisti UBS pari a circa CHF 12 miliardi in seguito alle svalutazioni di circa USD 19 miliardi su posizioni legate al mercato immobiliare statunitense.”
Il 17 aprile uscirà la trimestrale di Merril Lynch (MER) settore finanziario e il giorno dopo quella di Citigroup (C) settore bancario. I dati che usciranno forniranno un primo tassello del puzzle americano.
Il settore trasporti è un altro punto critico del sistema economico; un suo rallentamento significa che vi è una minore richiesta di merci. Il comparto è strettamente legato al prezzo dei carburanti e più costa il carburante più costerà il trasporto di merce con ovvie ripercussioni sul mercato.
Trasporto aereo: si è appena effettuata la fusione tra le 2 più grandi compagnie aeree la Delta Air Lines (DAL) e la Northwest [NWA] (news qui) e da pochi giorni un’altra compagnia la ATA airlines è passata in chapter 11 (cliccare qui per saperne di più sul cp 11). Consiglio di non seguire questa branca dei trasporti ma di concentrasi su altre aziende decisamente più indicative della salute economica americana.
Trasporti terresti: due aziende da monitorare le cui trimestrali andranno analizzate a fondo.
J B Hunt Transport Services (JBHT) la più grande impresa di autotrasporto la cui trimestrale è uscita ieri sera e da segnali di difficoltà. Per correttezza preciso che non ho ancora avuto il tempo di analizzarla ma a naso non mi sembra eccezionale (cliccare qui alla voce quarterly earning, la prima in alto).
UPS (UPS) multinazionale dei trasporti ha recentemente stimato un taglio profitti del 10% per il primo trimestre. (clicca qui per leggere la news). Trimestrale attesa il 30 aprile.
Il 7 aprile è iniziata la stagione delle trimestrali americane e la prima ad essere pubblicata è stata quella di Alcoa (AA) il colosso dell’alluminio qui la trimestrale.
Il periodo delle trimestrali rappresenta, da sempre, un momento tipico di incertezza del mercato e la lettura di alcune di esse è un ottimo indicatore della “salute economica del paese”; nello specifico se lette bene e fra righe, danno indicazioni su ciò sarà l’economia americana nei prossimi mesi.
Il quadro che si percepisce attualmente è a due facce, la prima, dalle tinte fosche, con un’economia traballante e vicina alla recessione, con i consumatori che spendono sempre di meno, con il petrolio che fa segnare sempre nuovi massimi, con i prezzi delle case in caduta libera e con una crisi finanziaria in atto di cui al momento non si vede via d’uscita.
La seconda faccia, data dalle statistiche governative, (ciccate qui), riporta il quadro di un’economia in rallentamento ma non in recessione, ad esempio pur essendoci dati negativi sull’occupazione, la spesa dei consumatori, al netto dell’inflazione, pur rallentando, è la più elevata di sempre.
Osservando il grafico del titolo Wal Mart (WMT) la più grande catena di negozi di vendita al dettaglio si nota che dal 20 di agosto alla data odierna la quotazione ha avuto un incremento del 28,89 %.wmt.pdf
Considerato l’andamento del titolo e dell’intero comparto tutto farebbe pensare tranne che siamo in una fase recessiva del mercato.
Uno sguardo più attento però rivela molte ombre e poche luci.
La tipologia di aziende quali Wal Mart, Procter e Gamble (PG) qui notizie finanziarie, e McDonald’s (MCD bilancio 2007) sono scarsamente indicative per dare segnali sullo stato dell’economia americana, perchè sono aziende che hanno alle spalle 2 decenni di benessere economico, piacciono agli azionisti ed ai fondi comuni; hanno avuto rendimenti nel ventennio trascorso (calcolando anche i dividendi) superiori al 14% contro una media dell’S&P 500 del 10 %.
Questo settore merceologico, inoltre, ha la peculiarità di essere l’ultimo a capitolare in caso di crisi economica.
Un inizio di crisi si potrebbe trovare nella lettura dei bilanci di queste società; ad esempio bisogna porre molta attenzione all’aumento del fatturato senza un corrispondente aumento degli utili.
Le statistiche governative vanno anche queste interpretate; ad esempio per avere un dato reale sui consumi personali pro capite bisognerebbe scorporare dai dati forniti le spese sanitarie e quelle assicurative (ogni mondo è paese … Istat docet);
Le trimestrali in uscita in questa e nella prossima settimana diranno molto sul reale stato dell’economia americana. La trimestrale odierna di Intel (INTC) non la reputo tra quelle “fondamentali” pure essendo definita canonicamente una “market mover” in quanto troppo soggetta a movimenti speculativi e non reali a livello economico.
In un clima recessivo i consumi cambiano, e i supermercati possono diventare degli ottimi indicatori per chi vuole vedere in quale settore investire.
Esempio banale ma che rende l’idea è osservare come un italiano medio grazie al caro vita modifica le proprie abitudini alimentari, sostituisce la classica fettina con il più economico wurstel, sostituisce il prodotto di marca con quello sconosciuto, compra sempre meno pesce fresco a vantaggio di quello surgelato molto più economico.
Le grandi catene di distribuzione attirano sempre più clienti e i discount alimentari sono in aumento.
Oltreoceano hanno abitudini alimentari diverse dalle nostre; lì la prima colazione è fondamentale e non un optional come da noi, lì il pranzo li è uno spizzico qui una gioia dei sensi. In pratica all’estero hanno il concetto che mangiano per vivere e non vivono per mangiare come da noi.
Le principali aziende alimentari sentono comunque i segni della crisi e hanno già modificato le loro strategie operative per cercare di mantenere i profitti elevati a scapito dell’aumento dei costi delle materie prime (alimentari in generis).
Archer-Daniels-Midland (ADM) azienda che trasforma i raccolti agricoli in ingredienti per alimenti, ingredienti per mangimi, combustibili rinnovabili e alternative naturali ai prodotti chimici industriali. L’azienda attualmente ha margini di utile sempre più risicati nel settore di produttivo dell’etanolo e in atto vi è un ripensamento di strategie operative. Ciccando qui potete scaricare l’ultima trimestrale in formato pdf.
Bunge Ltd (BG) azienda agricola-alimentare attiva in tre settori il primo stoccaggio vendita e trasporto di prodotti alimentari di base, il secondo produce e fornisce fertilizzanti il terzo lavorazione e produzione e distribuzione di oli alimentari prevalentemente mais e soia, margarine e maionese. Gli utili maggiori dell’azienda si concentrano sul settore fertilizzanti qui potere trovare notizie finanziarie.
ConAgra’s Foods (CAG) azienda di prodotti alimentari preconfezionati ha recentemente venuto il suo segmento di trading sulle commodity per concentrarsi esclusivamente sulla produzione di cibi preconfezionati realizzando una forte plusvalenza.
Qui potere scaricare l’annual report 2007, e qui altre news finanziarie.
General Mills (GIS) produce i più svariati prodotti alimentari confezionati dai cereali allo yogurt ai surgelati; la sua strategia di mercato consiste nel tagliare i costi di produzione riducendone le pezzature e le forme, anziché avere 40 forme differenti di biscotti le ridurrà a 10 e poi a 3, aumentando contestualmente la qualità dei prodotti mediante nuove varietà di sapori. L’effetto revisionale di questa strategia prevede un risparmio sui costi di produzione di circa 1 milione di $. Qui potete leggere la trimestrale di marzo.
Sara Lee (SLE) azienda di beni di consumo, produce una vasta gamma di prodotti imbustati sia freschi che congelati dal sapone (proprietaria del marchio Badedas) alle scarpe, al caffè, al pane alle salse per hot dog ai prodotti alimentari per l’infanzia. Fra le aziende finora citate è una di quelle maggiormente in crisi; nel 2007 ha ritoccato aumentandolo il prezzo del pane di 4 volte e prevedono entro giugno di dover ricorrere ad un altro aumento. Attualmente il guadagno medio dell’azienda su ogni prodotto è del 7 % circa. Qui potete trovare informazioni finanziarie sul titolo e la trimestrale è annunciata per il 6 maggio 2008.
Kellogg’s (K) azienda alimentare specializzata in produzione di alimenti a base di cereali, malgrado l’aumento dei prezziuQuiQu della materia prima prevede, per la tipologia dei loro prodotti, utili in linea con le attese grazie anche all’esportazione di prodotti. Qui notizie finanziarie.
Kraft (KFT) altra multinazione specializzata nella produzioni di beni di consumo alimentari. Ha un buon flusso di cassa che permette alla società di reinvestire su se stessa e distribuire dividendi interessanti agli azionisti; il fondo BRKA ha una partecipazione dell’8% vi è in atto un forte buy back azionario. Qui notizie finanziarie.
Lascia volutamente per ultimo il comparto “produttori di carni” in quanto attualmente è quello più in difficoltà. L’elevato costo dei mangimi ha ridotto notevolmente i margini di guadagno sui prodotti e la riduzione dei consumi di carne a causa sei prezzi elevati ha messo in crisi l’intero settore; le principali aziende hanno quasi tutte ridotto drasticamente la produzione e alcune hanno anche dovuto ridurre drasticamente il personale. Al momento l’unica ancora di salvezza è l’esportazione verso i paesi oltreoceano dove grazie alla debolezza del dollaro i loro prodotto risultano competitivi.
Tyson Foods Inc (TSN) azienda alimentare attiva nella produzione, distribuzione commercializzazione di preparazioni alimentari di carni di pollo, manzo e maiale. Qui il bilancio annuale e qui notizie finanziarie.
Smithfield Foods (SFD), azienda specializzata nell’allevamento, preparazione elaborazione e distribuzione di carni suine e bovine. SFD commercializza e vende i suoi prodotti attraverso una rete di borker indipendenti, punta molto sul commercio estero a causa della vistosa contrazione dei consumi interni. Qui nella sezione Investor information potete trovare notizie e bilanci.
Stati Uniti: non credo vi saranno delle novità sostanziali fino a fine anno ovvero fino a quando non sarà ufficialmente eletto il successore di W.Bush (4 novembre 2008), solo allora si saprà come cambierà e in quale direzione andrà l’economia americana.
Il pensiero “democratico” (della Clinton e di Obama) asserisce che si può stimolare la crescita economica innalzando la spesa pubblica (cioè aumentando l’indebitamento dello stato) reperendo risorse mediante un maggiore prelievo fiscale (cioè sottraendo risorse destinate ad investimenti e consumi privati), dall’altro l’ideologia Repubblicana con McCain fautrice dell’esatto contrario cioè che per ottenere una congiuntura economica positiva di debba ridurre la pressione fiscale (aumentare le risorse a vantaggio di investimenti e consumi privati).
L’effetto di queste due ideologie contrapposte sull’economia internazionale è che i democratici sostengono il protezionismo delle imprese nazionali minacciate dalla concorrenza estera, mentre i repubblicani, sono sostenitori del libero mercato.
Euro Vs Dollaro: l’attuale situazione vede la BCE preoccuparsi dell’inflazione senza interessarsi dello sviluppo economico, di contro la FED si preoccupa solo della crescita economica e non del processo inflazionistico generato dal minor costo del denaro.
La situazione potrebbe diventare presto esplosiva
Rieccomi, un pò di musica giusta in sottofondo (ZZ Top per la cronaca), una tazza di caffè bollente e via al lavoro.
Sostanzialmente il quadro economico da quando l’avevo lasciato a novembre fra alti e bassi si è ulteriormente deteriorato e tutto lascia presagire che non siamo ancora giunti al bottom, anzi si deve ancora ballare.
Nel mercato italiano ho la convinzione che il peggio (anche al peggio non c’è mai fine) si vedrà con le prime trimestrali bancarie a maggio quando le cartolarizzazioni verranno messe a bilancio e le magagne delle banche nostrane salteranno fuori; al momento fuori da tutto, malgrado i prezzi bassi e i multipli interessanti. Per essere più espliciti facendo nomi e cognomi mi aspetto Unicredto a 3,81 e sotto.
Nel resto del mondo invece il discorso è diverso, è un mix fra economia, politica.ed equilibri mondiali; è un discorso che difficilmente si può liquidare in poche frasi, ma per sommi capi la situazione è questa.
Cina: l’economia cinese, viaggia con una crescita a doppia cifra e il mercato laggiù tira malgrado la recessione economica statunitense ed i tentennamenti europei; i motivi sono molti fra cui il bassissimo costo della manodopera locale, la totale assenza di politiche sindacali a tutela dei lavoratori, il divieto di sciopero e la falsa liberalizzazione del mercato cinese (per chi vuole qualche spunto in più leggere qua).
Europa: l’allargamento dell’unione non vuol dire solo Turchia, il cui ingresso è fortemente voluto dagli Stati Uniti ma vuol dire anche “Balcani”; i problemi sono tanti e la carne sul fuoco è veramente troppa, in sintesi l’economia turca ha uno sviluppo a doppia cifra e il governo centrale è forte, di contro la debolezza istituzionale degli altri paesi nuovi membri porta un’economia depressa e un forte tasso di criminalità.
L’allargamento verso Est della Comunità Europea è, da sempre, stato caldeggiato dagli Stati Uniti perché i governi dei nuovi stati membro sono tutti filoamericani ed ex appartenenti al blocco sovietico; l’ampliamento dell’Europa ad Est viene visto come un’ottima opportunità di investimento, le aziende euro-statunitensi hanno dei territori vergini da conquistare per il loro export.
Attualmente questo rapporto, con una tempistica eccezionale degna di un orologio svizzero grazie alla politica monetaria tenuta sia dalla FED che dalla BCE, e sfavorevolissima alla “vecchia” Europa in quanto penalizzata dal supereuro e potrebbe essere una ciambella di salvataggio per l’economia americana.
L’entrare nella comunità europea comporta per i nuovi membri oneri ed onori e questi ultimi in maggioranza. (Afflussi di capitale, nuove industrie, maggior benessere della popolazione).
Russia vive questo contesto economico come una minaccia latente; la riprova è la rincorsa agli armamenti, lo sbocco più semplice per uscire da una fase recessiva in economia, la nazionalizzazione con la revoca delle concessioni minerarie verso le compagnie estere (leggere qua), la reticenza con cui accetta gli accordi economici con i nuovi stati membri dell’Unione Europea.
Discorso a parte per gli Stati Uniti che coinvolge gioco forza il medio oriente.
Temuta, sussurrata e mai ufficialmente ammessa è arrivata la recessione.
Le avvisaglie si potevano già vedere in questo periodo in cui scrissi questi post ( clicca qui ) e seguenti ( clicca qui ) e ora che grandina, molte persone sono intrappolate.
In questa fase di mercato si possono fare delle ottime operazioni, il problema è centrare il settore giusto e ancora più fondamentale azzeccare la tempistica esatta.
La prima cosa è abbastanza semplice, bisogna sapere osservare il mondo, le nostra abitudini, cosa cambia e dove si vuole arrivare.
Principio base se non ho soldi non compro quello che desidero ma quello che mi serve con pochissime eccezioni.
Trascurerei, ad esempio, sicuramente l’industria musicale, il settore auto, gran parte delle aziende di vendite on line; ignorerei rumor su accorpamenti e acquisizioni di compagnie aeree sia casalinghe che d’oltreoceano, starei lontano dal petrolio.
Osserverei aziende con ottimi fondamentali; monitorerei alcuni titoli bancari e soprattutto e questo è fondamentale guarderei come sta cambiando il mondo e …il mondo è paese, dove si fanno affari si producono utili e dove si fanno utili si ha un ritorno economico dall’investimento.
John McCain partito Repubblicano, come Rudy Giuliani è ben sovvenzionato dal mondo finanziario; ma a differenza dei candidati sinora analizzati, è quello che ha gli sponsor meglio diversificati settorialmente e tutti in settori strategici.
Estrapolando i nominativi dei principali contribuenti alla campagna elettorale del Senatore John McCain (nota elenco ripreso da Forbes 400 ) si nota nel settore finanziario la presenza della dirigenza Blackstone Group (BX) con 2 personaggi Hamilton James e Stephen Schwarzman; Charles Munger dirigente della Berkshire Hathaway (BRK-A); Wesley Edens dirigente della Fortress Investiment Group (FIG).
Herbert Allen direttamente dalla Coca Cola (KO); Federick Smith presidente della Fedex Corporation (FDX); Jon Huntsman presidente dell’omonima azienda chimica Huntsman Corporation (HUN) e nel campo dei semiconduttori Henry Samueli il coofondatore della Boardcom (BRCM).
Settore televisivo, il presidente della Cablevision Systems (CVC) Charles Dolan e John Malone presidente della Liberty Media Corporation (LINTA) ; settore internet Craig McCaw il presidente della Clearwire (CLWR) e infine Richard Rainwater coofondatore della Ensco International (ESV petrolifero).
Volutamente ho lasciato in coda i nominativi dei dirigenti che hanno sovvenzionato entrambe o più candidati dello stesso partito.
Maurice Greenberg , presidente dell’ American International Group (Assicurazioni), Charles Schwab presidente dell’omonima azienda di “servizi di investimento” Charles Schwab Corporation hanno sovvenzionato entrambe i principali candidati Repubblicani.
Rudolph Giuliani decisamente ben sponsorizzato dal “mondo finanziario”, è il candidato tra i Repubblicani che ha riscosso maggiori finanziamenti in assoluto, di fatto però è lontanissimo da quanto incassato dai concorrenti democratici.; fra i sovvenzionatori della sua campagna elettorale si annotano i seguenti nomi: Maurice Greenberg , presidente dell’ American International Group (AIG terzo quadrimestre) settore assicurativo; Carl Icahn il nr 18 come persona più ricca in america, in questo caso come “voce” American Real Estate Partners finanziaria; Patrick Ryan Ceo Aon Corporation (AOC) settore assicurativo; Stephen Ross presidente Centerline Holding finanziaria; Charles Schwab presidente dell’omonima azienda Charles Schwab Corporation (SCHW) servizi di investimento ; Dan Duncan Ceo Enterprise GP Holding (EPE) tubazioni settore energia; Richard Kinder presidente Kinder Morgan (KMP) tubazioni settore energia; Patrick Soon-Shiong presidente Abraxis Bioscience azienda bioteck; Sheldon Adelson , presidente Las Vegas Sand Corp. (LVS) hotel casinò; . Leonard Lauder presidente della Estee Lauder (EL) ha finanziato entrambi i candidati delle opposte fazioni (Clinton e Giuliani) analogamente Aubrey McClendon presidente Chesapeake Energy (CHK); altre aziende quali ad esempio Home Depot hanno la dirigenza divisa (Bernard Marcus pro Giuliani di contro Arthur Black pro Clinton).
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